Pensioni 2027: requisiti, novità e cosa può cambiare con la manovra

Coppia di pensionati seduta su una panchina davanti al mare

Dal 1° gennaio 2027 andare in pensione richiederà un po’ più di tempo. Per la prima volta dopo diversi anni scatta infatti l’adeguamento dei requisiti all’aumento della speranza di vita: la legge di bilancio 2026 lo ha reso graduale, con un mese in più nel 2027 e altri due mesi dal 2028, per un totale di tre mesi nel biennio. Allo stesso tempo, alcune strade di uscita anticipata sono state chiuse, come Quota 103 e Opzione donna, mentre altre restano in vigore, come l’Ape sociale e Quota 41 per i lavoratori precoci. Sullo sfondo c’è la nuova manovra, nella quale il governo sta valutando un’uscita flessibile a 64 anni e un aumento delle pensioni minime.

In questa guida facciamo il punto sulle pensioni 2027: i requisiti certi per la pensione di vecchiaia e anticipata, le misure per chi vuole uscire prima, le regole sul calcolo e sulla rivalutazione degli assegni e le proposte ancora in discussione. Per ogni tema trovi un approfondimento dedicato nel nostro speciale sulle pensioni.

I requisiti certi dal 1° gennaio 2027

La pensione di vecchiaia richiederà nel 2027 un’età di 67 anni e 1 mese, con almeno 20 anni di contributi, e dal 2028 salirà a 67 anni e 3 mesi. Non è prevista una finestra di attesa: l’assegno decorre dal mese successivo alla maturazione dei requisiti. Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995 ed è quindi interamente nel sistema contributivo, resta la possibilità di uscire a 71 anni con almeno cinque anni di contributi effettivi, anche questa soggetta all’adeguamento. La pensione anticipata ordinaria, invece, non dipende dall’età ma solo dagli anni di contributi: nel 2027 serviranno 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne, con una finestra mobile di tre mesi prima del primo pagamento; dal 2028 i requisiti saliranno rispettivamente a 43 anni e 1 mese e 42 anni e 1 mese.

L’aumento non riguarda tutti allo stesso modo. Secondo le indicazioni dell’INPS, per il biennio 2027-2028 restano esclusi dall’adeguamento i lavoratori impegnati in attività usuranti e gravose e i lavoratori precoci che accedono alla pensione con i requisiti agevolati, mentre l’aumento si applica a chi passa dall’Ape sociale alla pensione. Il decreto del Ministero dell’Economia del 19 dicembre 2025 ha certificato l’incremento, che diventa così l’unica misura previdenziale certa per il prossimo anno. Chi è vicino ai requisiti farà bene a verificare la propria posizione contributiva sul sito dell’INPS, consultando l’estratto conto e il simulatore della pensione futura.

Le strade per uscire prima

Chi non raggiunge i requisiti ordinari può contare su alcune misure di anticipo, con regole specifiche. L’Ape sociale, prorogata fino al 31 dicembre 2026, consente di lasciare il lavoro a 63 anni e 5 mesi con 30 o 36 anni di contributi a disoccupati, caregiver, invalidi almeno al 74% e addetti a mansioni gravose, ricevendo un’indennità fino a 1.500 euro lordi al mese fino alla pensione di vecchiaia; per il 2027 servirà una nuova proroga nella legge di bilancio. Quota 41 per i lavoratori precoci permette invece di uscire con 41 anni di contributi a qualsiasi età a chi ha almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni e rientra nelle stesse categorie tutelate. Per i lavoratori interamente contributivi esiste anche la pensione anticipata a 64 anni con 20 anni di contributi, a condizione che l’assegno sia almeno pari a tre volte l’assegno sociale, con soglie ridotte per le madri.

Due strumenti molto utilizzati negli ultimi anni non sono stati prorogati dalla legge di bilancio 2026: Quota 103 e Opzione donna. Possono ancora utilizzarli solo coloro che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025 per Quota 103, cioè 62 anni di età e 41 di contributi, ed entro il 31 dicembre 2024 per Opzione donna. Chi ha già raggiunto quei requisiti conserva il diritto anche se presenta la domanda più tardi, grazie al principio della cristallizzazione. Accanto a queste misure restano strumenti aziendali come l’isopensione, il cui anticipo massimo scende però da sette a quattro anni dal 2027, e la RITA, la rendita integrativa temporanea anticipata dei fondi pensione.

Calcolo, rivalutazione e proposte della manovra

L’importo della pensione dipende dal sistema di calcolo applicato, retributivo, misto o contributivo, in base agli anni di contributi maturati prima del 1996: per la maggior parte dei lavoratori più giovani conta esclusivamente il montante dei contributi versati, trasformato in rendita con coefficienti legati all’età di uscita, come spieghiamo nella guida su come si calcola la pensione. Per aumentare gli anni di contributi o anticipare l’uscita, molti valutano il riscatto agevolato della laurea, il cui costo cresce leggermente ogni anno insieme al minimale contributivo. Gli assegni in pagamento vengono rivalutati ogni gennaio in base all’inflazione, in misura piena fino a quattro volte il trattamento minimo e decrescente oltre, mentre le pensioni minime beneficiano di regole specifiche.

Sul tavolo della Manovra 2027 ci sono diverse proposte, nessuna ancora approvata. Il governo valuta un’uscita flessibile a 64 anni con calcolo interamente contributivo, eventualmente estesa anche a chi ha contributi prima del 1996, per una sperimentazione di tre anni con un costo stimato di circa 1,6 miliardi l’anno. Una parte della maggioranza chiede di bloccare l’adeguamento alla speranza di vita e di introdurre Quota 41 per tutti, un’altra propone di portare le pensioni minime a 700-800 euro. Fino all’approvazione della legge di bilancio, però, restano in vigore le regole attuali. Il quadro generale delle misure economiche è descritto nella nostra guida alla Manovra 2027.

Domande frequenti sulle pensioni 2027

A che età si va in pensione nel 2027?

Con la pensione di vecchiaia a 67 anni e 1 mese, con almeno 20 anni di contributi. In anticipo si può uscire con 42 anni e 11 mesi di contributi, 41 anni e 11 mesi per le donne, o con le misure riservate a specifiche categorie.

Quota 103 c’è ancora nel 2027?

No, non è stata prorogata. Può utilizzarla solo chi ha maturato 62 anni di età e 41 di contributi entro il 31 dicembre 2025.

L’aumento di un mese vale per tutti?

No. Sono esclusi, per il biennio 2027-2028, i lavoratori addetti ad attività usuranti e gravose e i precoci che accedono con i requisiti agevolati.

Come si presenta la domanda di pensione?

Online sul sito dell’INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato, che offre assistenza gratuita anche per la verifica dei contributi.

Pianificare l’uscita con largo anticipo

Le pensioni 2027 si muovono tra poche certezze e molte proposte: è certo l’aumento di un mese dei requisiti di vecchiaia e anticipata, è certa la chiusura di Quota 103 e Opzione donna per chi non ha già maturato i requisiti, mentre il destino di Ape sociale, uscita a 64 anni e pensioni minime dipende dalla nuova legge di bilancio.

Il consiglio è di controllare per tempo il proprio estratto conto contributivo, segnalare eventuali periodi mancanti e farsi assistere da un patronato prima di presentare la domanda. Aggiorneremo questa guida e gli approfondimenti collegati appena la Manovra 2027 sarà approvata in via definitiva.