Le borse di studio sono uno degli strumenti più efficaci per sostenere il percorso scolastico e universitario dei ragazzi, eppure molte famiglie non le richiedono perché non sanno della loro esistenza o pensano di non avere i requisiti. In Italia esistono contributi per gli studenti delle superiori, gestiti da Regioni e Comuni, borse per il diritto allo studio universitario, erogate dagli enti regionali e dalle università, e una galassia di borse private offerte da fondazioni, associazioni e aziende. Nel complesso, si tratta di risorse che possono coprire libri, trasporti, tasse universitarie e, per gli studenti fuori sede, anche una parte importante dei costi di alloggio e vitto.
In questa guida spieghiamo quali borse esistono, quali sono i requisiti principali, quanto valgono e come candidarsi senza perdere le scadenze, che sono il punto in cui molti studenti si lasciano sfuggire l’occasione. Le informazioni si riferiscono alle regole dell’anno in corso: importi e soglie vengono aggiornati periodicamente e vanno sempre verificati nei bandi.
Borse di studio per gli studenti delle superiori
Per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado la misura principale è la borsa di studio nazionale prevista dal decreto legislativo 63 del 2017, conosciuta in molte regioni con il nome di IoStudio, destinata agli iscritti a scuole statali e paritarie con un ISEE familiare entro una soglia fissata dal Ministero, pari per l’ultimo anno a circa 15.748 euro. L’importo è stabilito da ciascuna Regione, generalmente tra 150 e 500 euro, e serve a coprire spese per libri, trasporti e accesso alla cultura. La domanda si presenta in genere al Comune di residenza, secondo le modalità e le scadenze del bando regionale, che di solito escono tra l’inverno e la primavera.
Accanto alla borsa nazionale molte Regioni offrono contributi propri, come la Dote Scuola in Lombardia, i contributi per i libri di testo e i rimborsi per il trasporto scolastico, a cui si aggiungono le iniziative di Comuni e scuole. Esistono poi borse legate al merito, come quelle per gli studenti con i voti migliori, e premi per chi partecipa a olimpiadi e competizioni disciplinari, oltre ai contributi per i programmi di mobilità internazionale. Chi sogna un periodo di studio all’estero, per esempio, può contare su borse di associazioni e fondazioni che coprono una parte delle spese, come spieghiamo nell’approfondimento sulle esperienze di scambio culturale per gli studenti delle superiori.
Borse di studio universitarie e diritto allo studio
All’università la misura più importante è la borsa per il diritto allo studio, erogata dagli enti regionali o direttamente dagli atenei sulla base di requisiti economici e di merito. Per l’anno accademico 2026/2027 un decreto del Ministero dell’Università ha aggiornato le soglie massime, fissando l’ISEE per il diritto allo studio universitario a 28.339,88 euro e l’ISPE, l’indicatore della situazione patrimoniale equivalente, a 61.608,48 euro, mentre ogni Regione può stabilire limiti più bassi entro questi massimali. Gli importi minimi sono stati rivalutati dell’1,4%: 7.171,11 euro per gli studenti fuori sede, 4.190,71 euro per i pendolari e 2.890,16 euro per chi studia in sede. A questi si aggiungono spesso l’esonero dalle tasse universitarie, servizi di mensa gratuiti o agevolati e la possibilità di un posto alloggio nelle residenze universitarie.
I requisiti di merito variano in base al corso e all’anno di iscrizione: per le matricole conta il possesso dei requisiti economici e l’iscrizione, mentre dal secondo anno in poi bisogna aver conseguito un numero minimo di crediti entro una data stabilita dal bando, pena la revoca o la restituzione di parte della borsa. I bandi per il diritto allo studio escono di norma tra giugno e luglio, con scadenze estive, quindi chi si iscrive all’università deve muoversi prima ancora di aver completato l’immatricolazione, richiedendo per tempo l’ISEE per le prestazioni universitarie. Chi sta ancora valutando le alternative al percorso universitario può trovare utile la nostra guida sull’orientamento dopo il diploma, che considera anche gli aiuti disponibili per gli ITS Academy.
Come trovare le borse e candidarsi senza errori
Le fonti principali da monitorare sono i siti della propria Regione e del Comune per le borse scolastiche, il sito dell’ente regionale per il diritto allo studio e quello dell’università per le borse universitarie, le pagine di orientamento delle scuole superiori e i portali delle fondazioni bancarie e degli enti privati, che pubblicano bandi per merito, per specifici corsi di studio o per studenti provenienti da determinati territori. Molte aziende offrono inoltre borse ai figli dei dipendenti, previste dai contratti integrativi: vale la pena chiedere all’ufficio del personale. Una buona abitudine è creare un calendario con le scadenze dell’anno, perché la maggior parte delle borse si perde per una domanda presentata in ritardo.
Il documento chiave è quasi sempre l’ISEE, che va richiesto con la dichiarazione sostitutiva unica all’INPS o tramite un CAF, scegliendo la versione corretta: per le borse universitarie serve l’ISEE per le prestazioni per il diritto allo studio universitario, che considera la situazione dello studente in modo specifico. Conviene richiederlo a inizio anno, così da averlo pronto per tutte le scadenze. Infine, leggere con attenzione i requisiti di merito e le condizioni di revoca evita brutte sorprese: una borsa ottenuta e poi revocata per crediti insufficienti può tradursi nell’obbligo di restituire le somme ricevute. Per le famiglie con bambini piccoli, invece, gli aiuti principali passano da strumenti diversi, come il bonus asilo nido.
Domande frequenti sulle borse di studio
Le borse di studio sono compatibili tra loro?
Dipende dai bandi. Molte borse private sono cumulabili con quelle pubbliche, mentre alcune borse per il diritto allo studio escludono altre forme di sostegno per la stessa finalità. Ogni bando indica le regole di cumulabilità.
Le borse di studio sono tassate?
Le borse per il diritto allo studio universitario e le borse scolastiche pubbliche sono generalmente esenti da imposte. Per le borse private il trattamento fiscale dipende dalla natura dell’ente e del contributo.
Si può ottenere una borsa se si è fuori corso?
Di regola le borse per il diritto allo studio sono riservate agli studenti in corso, con un eventuale semestre aggiuntivo. Alcuni bandi prevedono eccezioni per studenti con disabilità o in situazioni particolari.
Servono voti alti per le borse delle superiori?
Per la borsa nazionale IoStudio conta soprattutto l’ISEE. Esistono però borse di merito, regionali o private, che richiedono una media minima o premiano i risultati migliori.
Un aiuto concreto da non lasciarsi sfuggire
Le borse di studio rappresentano un sostegno reale alle famiglie e possono rendere accessibili percorsi che altrimenti sembrerebbero troppo costosi, dall’università fuori sede a un periodo all’estero. Il loro limite è che non arrivano da sole: bisogna conoscerle, preparare per tempo l’ISEE e rispettare scadenze spesso concentrate in pochi mesi.
Il consiglio è di dedicare un pomeriggio, a inizio anno scolastico o accademico, a verificare tutte le opportunità disponibili nella propria regione e nel proprio ateneo, segnando in calendario le date dei bandi. Pochi minuti di organizzazione possono valere centinaia o migliaia di euro, e soprattutto la serenità di affrontare gli studi senza rinunce.



