La pensione anticipata permette di lasciare il lavoro prima dell’età di vecchiaia a chi ha accumulato una lunga carriera contributiva. È la strada scelta soprattutto da chi ha iniziato a lavorare giovane e, a sessant’anni o poco più, ha già superato i quarant’anni di contributi. Dal 1° gennaio 2027 anche i suoi requisiti aumentano di un mese, per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita, e un ulteriore aumento di due mesi è previsto dal 2028. Accanto alla forma ordinaria esiste poi la pensione anticipata contributiva a 64 anni, riservata a chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995.
In questa guida spieghiamo i requisiti della pensione anticipata ordinaria nel 2027 e nel 2028, come funziona la finestra mobile, chi può accedere all’anticipata contributiva e con quali soglie di importo, e quali alternative esistono per chi non raggiunge questi requisiti. Le regole sono quelle in vigore, in attesa delle eventuali novità della Manovra 2027.
La pensione anticipata ordinaria nel 2027
La pensione anticipata ordinaria non richiede un’età minima, ma soltanto un’anzianità contributiva elevata. Nel 2027 servono 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne, contro i 42 anni e 10 mesi e 41 anni e 10 mesi richiesti fino al 2026. Dal 1° gennaio 2028 i requisiti saliranno a 43 anni e 1 mese per gli uomini e 42 anni e 1 mese per le donne. Ai fini del requisito valgono tutti i contributi accreditati, obbligatori, volontari, da riscatto e figurativi, con alcuni limiti per i periodi di malattia e disoccupazione indennizzata, e si possono sommare gratuitamente i contributi versati in gestioni diverse attraverso il cumulo.
Una volta raggiunto il requisito contributivo scatta una finestra mobile di tre mesi: la pensione viene pagata dal primo giorno del quarto mese successivo alla maturazione. Chi raggiunge i 42 anni e 11 mesi di contributi a febbraio 2027, per esempio, riceve il primo assegno da giugno. Durante la finestra si può continuare a lavorare. Per i dipendenti pubblici la finestra è più lunga, mentre sono esclusi dall’aumento del 2027-2028 i lavoratori addetti a mansioni usuranti e gravose e i precoci che accedono con i requisiti agevolati di Quota 41. Per chi matura i requisiti e decide di restare al lavoro, la legge di bilancio 2026 ha esteso anche ai dipendenti pubblici l’incentivo al posticipo, che consente di ricevere in busta paga la quota di contributi a carico del lavoratore.
La pensione anticipata contributiva a 64 anni
I lavoratori che hanno il primo contributo dopo il 31 dicembre 1995, e sono quindi interamente nel sistema contributivo, possono accedere alla pensione anticipata a 64 anni con almeno 20 anni di contributi effettivi, a condizione che l’importo della pensione sia almeno pari a tre volte l’assegno sociale, cioè circa 1.638 euro lordi al mese con i valori del 2026. Per le donne con figli la soglia scende a 2,8 volte l’assegno sociale con un figlio e a 2,6 volte con due o più figli. Dal 2026 non è più possibile utilizzare la rendita dei fondi pensione per raggiungere la soglia, e anche il requisito anagrafico è soggetto all’adeguamento alla speranza di vita. Fino al compimento dell’età di vecchiaia l’assegno non può superare cinque volte il trattamento minimo.
Questa forma di uscita è particolarmente adatta a chi ha avuto retribuzioni medio-alte e carriere continue, perché solo un montante contributivo consistente permette di raggiungere la soglia di importo. Per molti giovani lavoratori con carriere discontinue, invece, la soglia rappresenta un ostacolo significativo. Sul tavolo della Manovra 2027 c’è proprio una proposta di uscita flessibile a 64 anni estesa anche a chi ha contributi prima del 1996, con calcolo interamente contributivo: se approvata, cambierebbe in modo rilevante le possibilità di anticipo per molte persone, come spieghiamo nella panoramica sulle pensioni 2027. Per capire quanto si otterrebbe con il calcolo contributivo, è utile la guida su come si calcola la pensione.
Le alternative per chi non raggiunge i requisiti
Chi non arriva ai requisiti della pensione anticipata ordinaria può valutare altre strade, ciascuna con condizioni specifiche. L’Ape sociale consente di uscire a 63 anni e 5 mesi a disoccupati, caregiver, invalidi e addetti a mansioni gravose, con un’indennità ponte fino alla pensione di vecchiaia; Quota 41 permette ai lavoratori precoci delle stesse categorie di uscire con 41 anni di contributi a qualunque età. Chi aveva maturato i requisiti di Quota 103 o Opzione donna entro i termini previsti può ancora utilizzarli, anche se queste misure non sono state prorogate.
Per aumentare gli anni di contributi si può ricorrere al riscatto della laurea, ai contributi volontari o, nei casi previsti, alla ricongiunzione o al cumulo dei periodi assicurativi. Nelle aziende con più di quindici dipendenti esistono anche strumenti di accompagnamento alla pensione, come l’isopensione, il cui anticipo massimo scende da sette a quattro anni dal 2027, mentre chi aderisce a un fondo pensione può chiedere la RITA, una rendita temporanea che anticipa l’uscita in presenza di specifici requisiti.
Domande frequenti sulla pensione anticipata
Quanti anni di contributi servono per la pensione anticipata nel 2027?
42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne, indipendentemente dall’età, con una finestra di tre mesi prima del primo pagamento.
La pensione anticipata ha penalizzazioni sull’importo?
No, la pensione anticipata ordinaria non prevede penalizzazioni. Nel sistema contributivo, però, uscire prima comporta un coefficiente di trasformazione più basso e quindi un assegno inferiore.
Con la pensione anticipata si può lavorare?
Sì, la pensione anticipata ordinaria è cumulabile con i redditi da lavoro. Limiti specifici valgono invece per alcune forme di anticipo, come Quota 103 e l’Ape sociale.
Chi ha contributi prima del 1996 può uscire a 64 anni?
Con le regole attuali no: l’anticipata contributiva a 64 anni è riservata ai contributivi puri. La Manovra 2027 potrebbe estenderla, ma la proposta non è ancora approvata.
Calcolare con attenzione la data di uscita
Nel 2027 la pensione anticipata ordinaria richiede 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne, più tre mesi di finestra, mentre i contributivi puri possono uscire a 64 anni con 20 anni di contributi e un assegno pari almeno a tre volte l’assegno sociale. Conoscere esattamente la propria anzianità contributiva è indispensabile per programmare l’uscita.
Il consiglio è di richiedere all’INPS l’estratto conto certificativo, verificare eventuali periodi da riscattare o cumulare e confrontarsi con un patronato prima di dare le dimissioni. Aggiorneremo questa guida in caso di novità introdotte dalla Manovra 2027 sulla flessibilità in uscita.



