Riscatto della laurea agevolato: quanto costa e quando conviene

Neolaureata sorridente con il diploma in mano in un parco

Gli anni passati all’università sono preziosi per la formazione, ma ai fini della pensione sono anni vuoti: non producono contributi e ritardano il momento in cui si raggiungono i requisiti per lasciare il lavoro. Il riscatto della laurea permette di trasformare quegli anni in contributi utili, pagando una somma all’INPS. Dal 2019 esiste anche una forma agevolata, con un costo fisso molto più basso rispetto al riscatto ordinario, che ha reso questa opzione interessante per molti giovani lavoratori. Il costo cresce però ogni anno insieme al minimale contributivo, e nel 2027 è atteso un nuovo aumento.

In questa guida spieghiamo come funziona il riscatto agevolato e quanto costa, chi può accedervi, in cosa si differenzia dal riscatto ordinario, quali vantaggi fiscali prevede, come si paga e, soprattutto, quando conviene davvero, perché non sempre l’investimento si traduce in un beneficio proporzionato.

Come funziona e quanto costa il riscatto agevolato

Il riscatto agevolato si calcola applicando l’aliquota del 33% al minimale di reddito previsto per artigiani e commercianti, indipendentemente dallo stipendio del richiedente. Nel 2026 il costo è di circa 6.200 euro per ogni anno di studio riscattato: riscattare una laurea triennale costa quindi intorno ai 18.600 euro, una magistrale di cinque anni circa 31.000 euro. Per il 2027 si prevede un aumento legato alla rivalutazione del minimale, che secondo le prime stime porterebbe il costo a circa 6.380 euro per anno, quasi 180 euro in più; il valore definitivo sarà fissato dall’INPS a inizio anno. Chi sta valutando il riscatto può quindi avere interesse a presentare la domanda entro la fine del 2026.

Possono essere riscattati i corsi di laurea triennale, magistrale e a ciclo unico, i diplomi universitari, le specializzazioni, i dottorati di ricerca e alcuni titoli dell’alta formazione artistica e musicale e degli ITS Academy riconosciuti, purché il titolo sia stato conseguito. Non si possono riscattare gli anni fuori corso né i periodi già coperti da altri contributi, ed è possibile riscattare anche solo una parte del percorso. La forma agevolata è riservata ai periodi che si collocano nel sistema contributivo, cioè successivi al 1995, oppure, per chi ha contributi anche prima, a chi opta per il calcolo contributivo; i contributi riscattati con questa modalità vengono valorizzati con il sistema contributivo, in base al reddito minimo convenzionale, e incidono quindi poco sull’importo dell’assegno.

Riscatto agevolato o ordinario: le differenze

Il riscatto ordinario ha un costo calcolato in base alla retribuzione del richiedente e al sistema di calcolo in cui ricadono gli anni da riscattare. Nel sistema contributivo il costo è pari al 33% della retribuzione degli ultimi dodici mesi per ogni anno riscattato, quindi per chi ha uno stipendio di 40.000 euro lordi sono circa 13.200 euro l’anno, più del doppio della forma agevolata. In cambio, però, i contributi riscattati sono valorizzati sulla retribuzione reale e producono un aumento dell’assegno molto più consistente. Per i periodi nel sistema retributivo il calcolo segue il metodo della riserva matematica, spesso molto oneroso.

La scelta tra le due forme dipende quindi dall’obiettivo. Se lo scopo principale è anticipare la data della pensione, raggiungendo prima i requisiti contributivi, il riscatto agevolato è quasi sempre la soluzione più efficiente. Se invece si punta soprattutto ad aumentare l’importo dell’assegno, il riscatto ordinario può rendere di più, a fronte di un costo più alto. Per capire l’effetto concreto sulla propria pensione è utile ripassare i meccanismi descritti nella guida su come si calcola la pensione e confrontare le simulazioni che l’INPS fornisce prima di confermare la domanda.

Vantaggi fiscali, rate e quando conviene

Le somme versate per il riscatto della laurea sono interamente deducibili dal reddito complessivo di chi le paga per sé, riducendo le imposte in proporzione alla propria aliquota IRPEF: per chi ha un’aliquota marginale del 33%, un anno riscattato a circa 6.200 euro costa in realtà poco più di 4.100 euro al netto del risparmio fiscale. Se il riscatto è pagato per un familiare fiscalmente a carico, come un figlio che non lavora ancora, è prevista invece una detrazione del 19%. Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione oppure in un massimo di 120 rate mensili senza interessi, una possibilità che rende l’operazione più sostenibile. La domanda si presenta online sul sito dell’INPS, che comunica l’importo dovuto prima del pagamento: il riscatto si perfeziona solo con il versamento.

Il riscatto conviene soprattutto quando permette di anticipare in modo significativo l’uscita dal lavoro, per esempio per raggiungere i requisiti della pensione anticipata qualche anno prima, e quando lo si effettua da giovani, sfruttando la deducibilità e un orizzonte lungo. Conviene meno a chi raggiungerà comunque la pensione di vecchiaia con i contributi della propria carriera, perché in quel caso l’effetto sull’importo della forma agevolata è modesto. Va considerato anche il rischio normativo: le regole sui requisiti possono cambiare nel corso degli anni, come dimostra l’adeguamento alla speranza di vita che dal 2027 allunga di un mese i tempi per la pensione, descritto nella guida alle pensioni 2027.

Domande frequenti sul riscatto della laurea

Quanto costa riscattare un anno di laurea nel 2026?

Con il riscatto agevolato circa 6.200 euro per ogni anno, deducibili dal reddito. Nel 2027 il costo dovrebbe salire leggermente.

Si possono riscattare gli anni fuori corso?

No. Si possono riscattare solo gli anni corrispondenti alla durata legale del corso, e solo se il titolo è stato conseguito.

Il riscatto si può pagare a rate?

Sì, fino a 120 rate mensili senza interessi. Il riscatto produce effetti solo per la parte effettivamente pagata.

Conviene riscattare la laurea da giovani?

Spesso sì, perché il costo agevolato è fisso, la deducibilità riduce la spesa effettiva e l’orizzonte lungo consente di sfruttare al meglio l’anticipo dei requisiti.

Una scelta da valutare con i numeri

Il riscatto agevolato della laurea costa circa 6.200 euro per anno nel 2026, è deducibile e pagabile a rate, ed è uno strumento efficace soprattutto per anticipare la data della pensione. Per aumentare in modo consistente l’importo dell’assegno serve invece il riscatto ordinario, più costoso.

Il consiglio è di chiedere all’INPS la simulazione di entrambe le opzioni, confrontarla con la propria situazione previdenziale e valutare se presentare la domanda prima dell’aumento atteso nel 2027.