La maturità 2027 sarà la seconda edizione del nuovo esame di Stato riformato, tornato a chiamarsi esame di maturità, con un colloquio orale costruito su quattro discipline e regole più severe sul comportamento. Le date sono già note: la prima prova scritta, quella di italiano, si terrà mercoledì 16 giugno 2027, mentre la seconda prova, sulla materia caratterizzante dell’indirizzo, è fissata per giovedì 17 giugno. Il ministro dell’Istruzione ha inoltre assicurato che per il 2027 non sono previste ulteriori modifiche all’impianto dell’esame, una notizia importante per gli studenti che stanno iniziando ora l’ultimo anno.
In questa guida ricapitoliamo come funziona l’esame, quando vengono annunciate le materie, come si calcola il voto finale e come organizzare la preparazione nei mesi che mancano a giugno. Per molti studenti il vero ostacolo non è la difficoltà delle prove, ma la gestione del tempo e dell’ansia: affrontarle con un metodo cambia molto il risultato.
Come funziona la maturità 2027: prove e colloquio
L’esame si apre con la prima prova scritta, comune a tutti gli indirizzi, che verifica la padronanza della lingua italiana attraverso tracce di analisi del testo, testo argomentativo e riflessione critica su temi di attualità. Il giorno successivo si svolge la seconda prova, dedicata a una disciplina caratterizzante dell’indirizzo e scelta dal Ministero: latino o greco al classico, matematica o fisica allo scientifico, una lingua straniera al linguistico, economia aziendale nei tecnici economici, e così via. In alcuni indirizzi specifici è prevista una terza prova scritta o pratica, secondo quanto stabilito dalla normativa per quei percorsi.
Il colloquio orale è la parte che la riforma ha cambiato di più. Verte su quattro discipline stabilite dal Ministero per ciascun indirizzo, comunicate ogni anno a fine gennaio insieme alle materie della seconda prova, e parte da una riflessione sul percorso dello studente, anche attraverso il Curriculum dello studente. Comprende la verifica delle competenze di educazione civica, la discussione degli elaborati scritti e una relazione o un elaborato multimediale sull’esperienza di formazione scuola-lavoro. La riforma ha reso l’orale davvero obbligatorio: lo studente che decide di non sostenerlo, o che lo affronta in modo volutamente non collaborativo per protesta, non supera l’esame. La commissione è formata da un presidente esterno ogni due classi e da quattro commissari per classe, due interni e due esterni, con domande collegate alle quattro discipline del colloquio.
Voto finale, crediti e regole sulla condotta
Il voto finale è espresso in centesimi. Fino a 40 punti arrivano dal credito scolastico accumulato nel triennio, in base alla media dei voti di terza, quarta e quinta; i restanti 60 punti derivano dall’esame, con un massimo di 20 punti per ciascuna prova scritta e 20 per il colloquio. Per superare l’esame serve un punteggio minimo di 60 su 100, e la commissione può attribuire fino a tre punti aggiuntivi, con decisione motivata, a chi ha già raggiunto almeno 90 punti, mentre la lode è riservata a chi ottiene 100 senza bonus e con il massimo dei crediti. Il peso del credito spiega perché il rendimento degli anni precedenti conti così tanto: arrivare all’esame con 35 crediti o con 28 cambia in modo sensibile le possibilità di ottenere un voto alto.
Le nuove regole sul comportamento hanno un impatto diretto sull’ammissione. Chi ha un voto in condotta inferiore a sei non è ammesso all’esame, mentre chi ha esattamente sei deve presentare durante il colloquio un elaborato critico sui temi della cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal consiglio di classe. Restano gli altri requisiti di ammissione, come la frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale, salvo deroghe, la partecipazione alle prove Invalsi e lo svolgimento delle attività di formazione scuola-lavoro previste dall’indirizzo. Chi frequenta l’ultimo anno dovrebbe quindi tenere sotto controllo non solo i voti, ma anche assenze e condotta, fin dal primo quadrimestre.
Come prepararsi da ottobre a giugno
La preparazione più efficace è distribuita nel tempo. Nel primo quadrimestre conviene consolidare le materie in cui si è più deboli e allenarsi regolarmente sulle tipologie della prima prova, scrivendo almeno un testo argomentativo ogni due settimane e facendolo correggere. Dopo l’annuncio delle materie, a fine gennaio, il lavoro si concentra sulla seconda prova, con lo svolgimento delle tracce degli anni precedenti, e sulle quattro discipline dell’orale, costruendo collegamenti tra gli argomenti e preparando con cura la relazione sull’esperienza scuola-lavoro. Gli ultimi mesi vanno dedicati a simulazioni complete in condizioni reali, con i tempi effettivi delle prove.
Non va trascurata la gestione dello stress, che negli ultimi mesi può diventare il fattore decisivo. Dormire a sufficienza, mantenere un’attività fisica regolare e pianificare lo studio in blocchi brevi e frequenti aiuta molto più delle maratone notturne. Abbiamo raccolto alcune tecniche pratiche nelle guide sulle strategie per lo stress degli esami e su come migliorare la concentrazione durante lo studio. Chi sta già pensando al dopo può intanto informarsi sui test d’ingresso universitari 2027, alcuni dei quali richiedono una preparazione da avviare prima dell’esame.
Domande frequenti sulla maturità 2027
Quando vengono comunicate le materie della maturità 2027?
Il Ministero annuncia di norma a fine gennaio le discipline della seconda prova e le quattro materie del colloquio per ciascun indirizzo.
Cosa succede se uno studente si rifiuta di fare l’orale?
Con la riforma il colloquio è obbligatorio: chi rinuncia volontariamente all’orale o lo affronta in modo deliberatamente non collaborativo non supera l’esame, anche se ha ottenuto buoni risultati negli scritti.
Le prove Invalsi sono obbligatorie per l’ammissione?
Sì, la partecipazione alle prove Invalsi dell’ultimo anno è un requisito di ammissione, anche se il loro risultato non incide sul voto finale.
I privatisti seguono le stesse regole?
Sì, con alcune specificità: devono presentare domanda entro le scadenze fissate dal Ministero, sostenere un esame preliminare e rispettare i requisiti previsti per i candidati esterni.
Un esame stabile da preparare con metodo
La maturità 2027 non riserva sorprese sul piano delle regole: prima prova il 16 giugno, seconda il 17, colloquio su quattro discipline, voto in centesimi con 40 punti di credito e 60 di esame. La stabilità dell’impianto è un vantaggio per gli studenti, che possono prepararsi con largo anticipo su un modello ormai definito, sfruttando le tracce e le esperienze dell’edizione precedente.
Il consiglio è di non aspettare l’annuncio delle materie per mettersi al lavoro: consolidare le basi, allenare la scrittura e curare crediti e condotta nell’ultimo anno sono gli investimenti che pesano di più sul voto finale. Aggiorneremo questa guida a fine gennaio 2027 con le materie ufficiali della seconda prova e del colloquio.



