Gli open day sono il momento in cui le scuole superiori aprono le porte alle famiglie e agli studenti di terza media, e rappresentano l’occasione migliore per passare dalle informazioni sulla carta a un’impressione concreta. Si concentrano tra ottobre e dicembre, con qualche appuntamento a gennaio a ridosso dell’apertura delle iscrizioni, e si svolgono in presenza, online o in forma mista. In poche ore è possibile visitare aule e laboratori, ascoltare il dirigente e i docenti e, spesso, parlare con gli studenti che frequentano la scuola, che sono la fonte più sincera di informazioni.
Per sfruttarli davvero, però, bisogna arrivare preparati. In questa guida spieghiamo come organizzare le visite, quali domande fare a docenti e studenti e quali segnali osservare durante il percorso, così da confrontare le scuole in modo oggettivo e non solo in base alla prima impressione o al passaparola.
Come organizzare le visite agli open day
Il primo passo è costruire una lista ristretta di scuole, in genere tre o quattro, partendo dall’indirizzo che interessa, dalla distanza da casa e dal consiglio orientativo della scuola media. Visitare troppi istituti rischia di confondere, mentre limitarsi a uno solo toglie la possibilità di confrontare. I calendari degli open day si trovano sul sito di ogni scuola, sui social istituzionali e sulla piattaforma Unica del Ministero; molti istituti chiedono una prenotazione online, soprattutto per i laboratori e le lezioni aperte, i cosiddetti mini stage, in cui il ragazzo può assistere a una lezione vera. È consigliabile prenotare con anticipo, perché i posti per le attività più richieste si esauriscono in fretta.
Prima della visita vale la pena leggere almeno la sintesi del PTOF, il piano triennale dell’offerta formativa, e la scheda della scuola su Unica, dove si trovano il tempo scuola, i progetti, i servizi e i dati sugli esiti dei diplomati. Arrivare con queste informazioni permette di usare il tempo dell’open day per chiarire i dubbi, invece di ascoltare cose già scritte. È utile anche annotare subito dopo la visita le impressioni, con una scheda uguale per tutte le scuole: a distanza di qualche settimana i ricordi si confondono, e un confronto ordinato rende più facile la decisione finale prima delle iscrizioni scolastiche 2027/2028.
Le domande da fare a docenti e studenti
Alcune domande riguardano l’organizzazione e la didattica: quanti alunni ci sono mediamente per classe, quante ore di laboratorio sono previste davvero ogni settimana, come viene gestito il recupero per chi resta indietro e come vengono valorizzati gli studenti più motivati, quanta autonomia ha la scuola sull’orario dopo la riforma degli istituti tecnici, quali lingue straniere si studiano e se sono previste certificazioni. Altre riguardano il rapporto con il territorio: con quali aziende o enti la scuola collabora per i percorsi di formazione scuola-lavoro, se esistono progetti all’estero, scambi o soggiorni linguistici, quali attività pomeridiane sono offerte, dallo sport al teatro, e se la scuola ha uno sportello di ascolto psicologico.
Le domande più utili, spesso, sono quelle rivolte agli studenti: quanto si studia a casa in media ogni giorno, come sono i rapporti con i professori, se ci sono stati molti cambi di docenti negli ultimi anni, come si vive il primo anno e cosa avrebbero voluto sapere prima di iscriversi. Le risposte ai problemi pratici contano quanto quelle sulla didattica: orari di ingresso e uscita, collegamenti con i mezzi pubblici, eventuale settimana corta con il sabato libero, mensa e spazi per lo studio pomeridiano. Per chi si sta chiedendo che tipo di scuola scegliere, prima ancora di quale istituto, la guida su come scegliere la scuola superiore tra licei, tecnici e professionali aiuta a preparare queste domande nel modo giusto.
Cosa osservare durante la visita
Oltre alle risposte, conta ciò che si vede. Lo stato delle aule e dei laboratori, la presenza di strumenti aggiornati e il loro reale utilizzo dicono molto sulla scuola: un laboratorio moderno chiuso a chiave per la maggior parte dell’anno vale meno di uno più semplice ma usato ogni giorno. Anche il clima è un indicatore prezioso: il modo in cui docenti e studenti interagiscono, l’ordine degli spazi comuni, la disponibilità a rispondere a domande scomode. Una scuola che presenta solo i propri punti di forza, senza parlare delle difficoltà, merita qualche domanda in più.
Un consiglio spesso sottovalutato è lasciare spazio al ragazzo. Durante l’open day è lui che deve immaginarsi in quelle aule per cinque anni, ed è importante che faccia le sue domande e si confronti con gli studenti più grandi, magari anche senza i genitori accanto per qualche minuto. Le sensazioni che riporta sono un elemento decisivo, soprattutto quando le scuole in lizza si equivalgono sulla carta. Il ruolo dei genitori resta comunque centrale nell’accompagnare la scelta, come nel resto del percorso scolastico, e lo spieghiamo anche nell’approfondimento sul ruolo dei genitori nel supporto allo studio.
Domande frequenti sugli open day
Quando si svolgono gli open day delle scuole superiori?
Di norma tra ottobre e gennaio, con la maggior parte degli appuntamenti nei fine settimana di novembre e dicembre. Le date si trovano sui siti delle scuole e sulla piattaforma Unica.
Gli open day online sono utili quanto quelli in presenza?
Sono utili per raccogliere informazioni generali e per confrontare più scuole senza spostarsi, ma non sostituiscono la visita reale degli spazi, che resta consigliabile almeno per le due scuole finaliste.
È possibile visitare la scuola fuori dagli open day?
Molti istituti organizzano su prenotazione mini stage, colloqui individuali con il referente per l’orientamento o visite in piccoli gruppi, utili per chi non ha potuto partecipare agli eventi ufficiali.
Bisogna portare qualche documento?
No, non è richiesto alcun documento. Può essere utile portare la scheda con le domande preparate e, se disponibile, il consiglio orientativo della scuola media.
Dall’open day alla scelta finale
Gli open day funzionano quando diventano parte di un percorso: scelta di poche scuole, lettura preventiva dei documenti, domande preparate, scheda di confronto compilata subito dopo e, soprattutto, ascolto delle sensazioni del ragazzo. Così si arriva alla domanda di iscrizione con una decisione costruita su elementi concreti, e non solo sulla reputazione di una scuola o sulle scelte degli amici.
Se dopo le visite restano dubbi tra due istituti, un mini stage o un colloquio con il referente per l’orientamento possono fare la differenza. E ricordarsi di indicare sempre una scuola alternativa nella domanda è il modo più semplice per evitare sorprese nel caso in cui la prima scelta riceva più richieste dei posti disponibili.



